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il monumentale mosaico della stazione marittima

Merita una menzione particolare un prezioso mosaico risalente al ventennio fascista (fra il 1937 e il 1939), opera di Michele Cascella che ne ha curato la progettazione, conservato al piano superiore della Stazione Maritttima, testimonianza artistica dell’epoca e restaurato nel 2006. Il mosaico, realizzato in tesserine vetrificate dall’Opificio delle Pietre Dure della Scuola del Mosaico della Reverenda Fabbrica di San Pietro, rappresenta “La Sicilia elevata a centro dell’Impero”.

L’opera raffigura la millenaria storia del attraverso la descrizione figurativa delle sue fasi più emblematiche, dall’epoca classica fino ai tempi della esecuzione artistica dell’opera. Composizioni dinamiche descrivono episodi come l’ingresso dei Normanni in Sicilia, i Vespri o la battaglia di Calatafimi, mentre le antecedenti muse e maschere appartenenti ai vari generi teatrali classici individuano le origini antichissime della Trinacria. Da sinistra, infatti, si possono notare anche il crinale della collina dei templi di Agrigento, il tempio di Giunone e quello della Concordia che portano ad un paesaggio mediterraneo che fa da cornice, tra gli altri, ad un uomo seduto. E’ Archimede con la sua temibile invenzione: gli “specchi ustori”, con i quali, secondo la leggenda, avrebbe incendiato le navi romane.

“tale composizione dovrebbe riprodurre, con figurazioni allegoriche, il discorso di Palermo con il quale S. E. il Capo del Governo elevava la Sicilia all’onere di essere il Centro dell’Impero” 

ARCH. ANGIOLO MAZZONI, PROGETTISTA DELLA STAZIONE MARITTIMA DI MESSINA – DA UNA NOTA DEL 26 APRILE 1938 AL DIRETTORE GENERALE DELLE FERROVIE DELLO STATO

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