
Vi
presento il mio paese: Itàla






| Tour fotografico del paese... | |||
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Itàla
è un paesino di 1600 abitanti appartenente al versante
jonico della provincia
di Messina.
Itàla
confina a Nord col comune di Messina, a Nord-Est con
Scaletta Zanclea, a Nord-Ovest con Alì e Fiumedinisi, ad Est
con il Mar Ionio e a Sud con Alì Terme.
Dista 23Km dal Capoluogo peloritano, e le altimetrie del suo territorio
variano dal livello del mare (frazione Marina) ai 1250m. della
sommità di Monte Scuderi.
L'abitato di Itàla è diviso in diverse frazioni:
Borgo,
Mannello, Quartarello, Croce,
Casalello e Itala Marina.
Come raggiungere Itàla? Semplice:
Da MESSINA: prendere l'autostrada Messina-Catania, in direzione del capoluogo Etneo, uscire allo svincolo di Me-Tremestieri e proseguire sulla Strada Statale 114, procedendo sempre verso Catania; dopo circa 20Km superando il comune di Scaletta Zanclea si giunge alla Marina di Itàla e di lì, salendo lungo la Strada Provinciale n.29, si arriva nel centro amministrativo del paese.
Da CATANIA: uscire dall'autostrada allo svincolo di Roccalumera e proseguire lungo la Statale 114 in direzione Messina, fino a raggiungere l'abitato della Marina di Itàla.
Per
quanto riguarda l'origine di Itàla non abbiamo notizie certe
e storicamente attendibili.
Questo paese, come del resto tutta la Sicilia, ha subito nel corso dei
secoli una moltitudine di dominazioni; a partire dai Siculi (1000a.C.)
si sono susseguite le dominazioni di Greci (740-210 a.C.), dei Romani
(210 a.C.-429 d.C.), degli Arabi (850-1060), dei Normanni (1060-1195),
degli Angioini (1268-1364), degli Spagnoli (1286-1713), e infine dei
Borboni.
Non
mi
dilungherò ad approfondire i singoli periodi storici,
ma accennerò solo le tracce significative lasciate nel
territorio italese.
Presso la frazione Marina sono presenti dei ruderi
di abitazioni romane, venuti
alla luce nel corso dei lavori di costruzione dell'autostrada Me-Ct;
purtroppo il tutto è stato ricoperto e, almeno fino ad oggi,
non sono stati effettuati maggiori accertamenti.
Dai Normanni abbiamo ereditato la principale attrattiva turistica del
paese: la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, fatta erigere dal Conte
Ruggero nell'anno 1093.
Sotto il dominio spagnolo furono edificate alcune chiese e nel 1623 fu
fondato il
Monastero degli Agostiniani Scalzi (oggi in rovina), adiacente alla
Chiesa di S.Venera.
Infine una piccola curiosità: nel 1860 all'interno del
comune di
Itala esistevano ben 12 chiese!!!(sì, avete capito bene!!).
La
Chiesa madre del
paese (S.Maria del Piliero) è situata
proprio nella piazza principale. L'intitolazione deriva dalla
denominazione spagnola del famoso santuario di Saragozza, dedicato alla
“Nuestra Senora del Pilar”, indicando per
“pilar” la pietra, il pilastro sulla quale secondo
la tradizione la Vergine Maria sarebbe apparsa lasciandovi
l’impronta.
La
chiesa eretta dai
cittadini italesi nel XVI sec., è a una
sola navata; all’interno vi è la cappelletta della
Madonna del Piliero i cui marmi intarsiati sono di pregevole fattura;
da notare inoltre l’armadio all’interno della
sacrestia, risalente alla metà del 1700 e restaurato di
recente.
Annesso alla sacrestia è stato allestito negli ultimi mesi
del 2005
un piccolo museo con tutti gli oggetti d'arte sacra che custodiva la
parrocchia.


La
chiesa
di S.Venera si trova al
vertice del paese di Itala ed
esattamente nella frazione Mannello.
Originariamente era una cappelletta di modeste dimensioni, ubicata sul
versante opposto della vallata, proprio di fronte alla collocazione
attuale, dove si davano convegno quei fedeli che avevano provveduto
alla sua costruzione. In seguito sia per la sua piccolezza, sia
perché il terreno si rivelò franoso, venne
ricostruita sul luogo ove si trova oggi.
Riguardo questo trasferimento esiste anche una leggenda popolare
tramandata oralmente secondo la quale fu S.Venera stessa a volere lo
spostamento, poiché i fedeli depositavano la statua nella
vecchia ubicazione, ma puntualmente la ritrovavano
nell’attuale sito dell’edificio sacro.
Della primitiva costruzione rimangono il nome “S.Venera la
vecchia” e qualche rudere visibile a tutt’oggi.
È di epoca secentesca (1622-’23), con prospetto
semplice. Il portale presenta due colonne scanalate con al di sopra un
piccolo frontale triangolare contenente una statuetta, presumibilmente
di S.Venera.
Entrando si nota sul pavimento la copertura in marmo di un ipogeo che
contiene i resti dei frati agostiniani morti nell’attiguo
conventino. A sinistra al di sotto di un quadro ormai logoro dal tempo
(due frati agostiniani che contemplano il crocifisso) si nota al muro
la memoria sicuramente di una benefattrice della chiesa.
La chiesa ospita anche una vetusta statua di S.Marco, nonché
un mezzo busto di S.Venera, recentemente restaurato.
Un’antica statuetta di S.Giuseppe appartenente
all’omonima cappelletta ormai scomparsa della frazione,
è ospitata nella piccola nicchia a destra di chi entra.
La costruzione del piccolo convento attiguo fu approvata a Roma in data
maggio 1624 e la posa della prima pietra avvenne il 9 marzo dello
stesso anno.
La devozione per S.Venera ebbe un incremento decisivo a partire da un
episodio particolare: in una notte dell’inverno 1643 fra le
ore 4 e le 5, fu sentita suonare la campanella della porta del
convento, ma il frate che andò ad aprire non
trovò nessuno! Voltatosi poi verso il dormitorio vide delle
fiamme e si prodigò subito di chiamare aiuto allo scopo di
domarle; si pensò subito che a suonare la campanella era
stata S.Venera per svegliare i frati e permettere loro di salvare sia
la chiesa che il convento.
Nel
luglio 1866, la
comunità di frati lasciò il
convento e a curare la chiesa vi rimase un sottopriore, tal
D’Arrigo, paesano, che dovette assistere alla vendita e alla
rovina dell’edificio annesso alla chiesa. Difatti un certo
Carmelo Crisafulli, ex prete, comprò dal Demanio
l’intero complesso ex conventuale col solo scopo di servirsi
del materiale, nello specifico di tegole e travatura, per impiegarli
nella copertura di un nuovo pastificio eretto nella frazione Marina
(fra l’altro, ironia della sorte, dopo breve andato distrutto
da un incendio).
I locali dell’ex convento sono ora ridotti ad un cumulo di
macerie.
Per le notizie contenute in questo paragrafo un sentito ringraziamento va all'Arciprete don Giovanni Cacciola, Parroco di Itàla.
Localizzata
all’ingresso della frazione Borgo vi è
una fontana datata maggio 1800, fra l’altro in buono stato di
conservazione. La vaschetta di raccolta, in pietra naturale, ha forma
ellittica ed è inserita in una nicchia intonacata,
costituita da mattoni in terracotta visibili nella parte superiore. Il
tutto lascia supporre che, in origine l’intera fontana fosse
realizzata interamente in mattoni. Inoltre si nota un piccolo rosone in
pietra da cui fuoriesce l’ugello. Notare che questa fontana
è della stessa fattura della “fontana
Rocco” (1886), collocata all’ingresso principale
del paese.
Poco
distante si
trova la chiesa della Madonna della Catena, del 1500
circa. La costruzione, ad unica navata, presenta cinque coppie di
nicchie laterali di cui alcune provviste di altare. La facciata
è semplice, il portale in calcare giallino, nel tratto
superiore vi sono quattro lesene che arrivano fino al bordo degli
spioventi del tetto, la cui parte frontale è decorata da
cinque merli. La torre campanaria in origine aveva la cuspide foderata
di mattonelle in ceramica.
All’interno di essa vi è una tela del 1510
raffigurante, fra gli apostoli Pietro e Paolo, la Madonna col bambino
che tiene in mano una catena.
Presso
la frazione
Croce, in contrada Badia, sorge immersa in uno
scenario incomparabile la chiesa Basiliana dei Santi Pietro e Paolo.
Si narra che in questa zona fosse avvenuta intorno al 1065 una cruenta
battaglia fra i Normanni (popolazione che giunse in Italia dalla
Normandia verso il 1006) e i Musulmani, dalla quale uscirono vincitori
i primi.
Al termine di questa il Conte Ruggero, capo dei Normanni, diede ordine
di edificare la chiesa e un convento attiguo come ex voto per la
vittoria conseguita. Sulla spianata della battaglia venne inoltre
edificato un piccolo altare tuttora esistente.
Da notare che i Normanni a differenza dei Musulmani che distrussero
tutto ciò che parlava di cristianesimo, assimilarono gli
elementi migliori dell’arte araba che era troppo estranea
all’anima latina e diedero vita ad un’arte che in
architettura ci diede quei gioielli di cui la nostra chiesa
è uno dei più interessanti monumenti e certamente
uno fra i primi edificati in Sicilia.
Il
tempio risale al 1093 ed è noto che il primo abate si
chiamava Gerasimo. Nella sua semplice struttura è un vero
gioiello: tre navate, colonne slanciate, con fiancate esterne che
presentano un meraviglioso intreccio di archi, per fortuna salvi e
resistenti all’usura del tempo. All’interno i
capitelli delle colonne erano istoriati con scene di guerra,
verosimilmente riferentesi alla battaglia che si svolse
nell’antistante piazzetta.
Purtroppo
prima che fosse dichiarata monumento nazionale vi
passò la mano di maestranze inesperte che ne deturparono il
volto, e a dimostrazione di ciò all’esterno vi
è un campanile di rozza e tozza composizione muraria che
appesantisce la sobrietà dell’edificio;
all’interno i blocchi monolitici delle colonne, spezzati e
portati via insieme ai capitelli originari, sono stati sostituiti da
anacronistiche colonne di cemento armato.
Nel 1925, a causa delle precarie condizioni in cui versava la
struttura, rischiò di essere demolita; solo grazie
all’opera del prof. Enrico Calandra il crimine venne
scongiurato e l’edificio ristrutturato. Scrostata la parete
esterna, venne alla luce la superba facciata originale in buono stato
di conservazione.
I resti del monastero basiliano ricadono oggi in una
proprietà privata.
La chiesa è visitabile su
richiesta oppure in
occasione della SS Messa che viene celebrata la domenica mattina alle
ore 10,30.





Mentre
Itala
"Superiore"
è più adatta a chi preferisce un turismo di tipo
culturale e rurale, e soprattutto per chi ama rilassarsi immerso nel
verde delle colline peloritane, Itala Marina
è particolarmente vocata per il turismo balneare ed
è una realtà a misura d'uomo che ha mantenuto
pressochè
intatte le belle risorse naturali del proprio territorio.
Il mare limpido e
l'acqua salubre sono gli ingredienti di questo stupendo lembo di costa
jonica.
E' un luogo incantevole incastonato nel suggestivo contesto dello
Stretto di Messina, dove trascorrere serenamente una
vacanza
lontano
dallo stress e dal caos cittadino.
La costa offre un'ampia spiaggia con sabbia che varia dal ciottolame a
quella di tipo fino (ma non troppo!) e si estende per circa 1,8km,
dalla foce del torrente Itala fino ad arrivare alla zona confinante col
Capo Alì; quest'ultima è particolarmente
attraente per la presenza di numerosi scogli semisommersi e di
suggestivi faraglioni che nulla hanno da invidiare ai più
famosi della vicina Taormina.
Itala
Marina
è un centro abitato di sviluppo relativamente recente, in
quanto è cresciuto soprattutto a partire dagli anni '50 del
secolo scorso, a seguito del progressivo spostamento della popolazione
di Itala Superiore verso la costa che iniziava ad offrire maggiori
servizi e vie di comunicazione più efficienti (la ferrovia,
la strada statale e dagli anni '60 l'autostrada). Per
questo motivo non è particolarmente ricca di
antichità; degni di nota sono comunque:
la Chiesa dedicata a S.Giacomo - di recente costruzione (1924), in mattoni e cemento; all'interno presenta una sola navata e tre coppie di altari laterali più quello Maggiore, con alcuni quadri fra i quali uno in tela raffigurante la Sacra Famiglia, ubicato dietro l'altare Maggiore ed un affresco raffigurante S.Giovanni, posto al centro sulla volta.
Una secentesca
chiesetta, d'arte povera,
dedicata anch'essa a S.Giacomo; situata presso la contrada "Acqua Fresca",
sconsacrata e ristrutturata di recente. Prima
della costruzione di quella nouva costituiva più che altro
una cappella frequentata dai pochi pescatori del luogo e nella
quale officiavano le SS Messe i padri basiliani che
risiedevano nel monastero normanno di Itala Superiore.


La piccola flotta effettua un breve tragitto fino a lambire i confini
del comune e poi ritorna sulla spiaggia; il paese intero saluta il
Santo
e subito dopo si intrattiene nel luogo per gustare l'ottimo pesce che
gli viene offerto, pescato in quelle stesse acque.




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