Vi presento il mio paese: Itàla






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  • Tour fotografico del paese...
  • la nevicata eccezionale del 7 gennaio 2017
  • Notizie generali
  • Cenni storici
  • Itàla Centro: Chiesa Madre della Madonna del Piliero (XVI sec.)
  • Frazione Mannello: Chiesa di S. Venera (1622-’23)
  • Frazione Borgo: Fontana pubblica e Chiesa della Madonna della Catena (1500)
  • Frazione Croce: Chiesa Arabo-Normanna dei SS Pietro e Paolo (1093)
  • Frazione Marina: Chiesa di S.Giacomo e litorale
  • Tour fotografico del paese...
    Itala_front veduta laterale itala frazione Borgo Itala vista torrente
    Itala_innevata_07_02_06.JPG frazione croce laterale panorama stretto panorama stretto
    chiesa arabo-normanna chiesa arabo-normanna notte chiesa arabo-normanna fra vegetazione chiesa arabo-normanna vista dal retro, lato giardino privato
    targa_marmorea_secentesca_badia, lato privato.jpg vallata_itala torrente_itala.jpg alba sullo stretto


    foto della nevicata eccezionale del 7 gennaio 2017
    la spiaggia di itala marina innevata la spiaggia di itala marina innevata la spiaggia di itala marina innevata la spiaggia di itala marina innevata
    la spiaggia di itala marina innevata la spiaggia di itala marina innevata


    Notizie generali



    Itàla è un paesino di 1600 abitanti appartenente al versante jonico della provincia di Messina.
    Itàla confina a Nord col comune di Messina, a Nord-Est con Scaletta Zanclea, a Nord-Ovest con Alì e Fiumedinisi, ad Est con il Mar Ionio e a Sud con Alì Terme.
    Dista 23Km dal Capoluogo peloritano, e le altimetrie del suo territorio variano dal livello del mare (frazione Marina) ai 1250m. della sommità di Monte Scuderi. L'abitato di Itàla è diviso in diverse frazioni: Borgo, Mannello, Quartarello, Croce, Casalello e Itala Marina.

    Come raggiungere Itàla? Semplice:

    Da MESSINA: prendere l'autostrada Messina-Catania, in direzione del capoluogo Etneo, uscire allo svincolo di Me-Tremestieri e proseguire sulla Strada Statale 114, procedendo sempre verso Catania; dopo circa 20Km superando il comune di Scaletta Zanclea si giunge alla Marina di Itàla e di lì, salendo lungo la Strada Provinciale n.29, si arriva nel centro amministrativo del paese.

    Da CATANIA: uscire dall'autostrada allo svincolo di Roccalumera e proseguire lungo la Statale 114 in direzione Messina, fino a raggiungere l'abitato della Marina di Itàla.

    CLICCATE QUI PER VISUALIZZARE LA CARTINA CON IL PERCORSO

    Cenni storici

    Per quanto riguarda l'origine di Itàla non abbiamo notizie certe e storicamente attendibili. Questo paese, come del resto tutta la Sicilia, ha subito nel corso dei secoli una moltitudine di dominazioni; a partire dai Siculi (1000a.C.) si sono susseguite le dominazioni di Greci (740-210 a.C.), dei Romani (210 a.C.-429 d.C.), degli Arabi (850-1060), dei Normanni (1060-1195), degli Angioini (1268-1364), degli Spagnoli (1286-1713), e infine dei Borboni.
    scorcio della caratteristica frazione quartarelloNon mi dilungherò ad approfondire i singoli periodi storici, ma accennerò solo le tracce significative lasciate nel territorio italese.
    Presso la frazione Marina sono presenti dei ruderi di abitazioni romane, venuti alla luce nel corso dei lavori di costruzione dell'autostrada Me-Ct; purtroppo il tutto è stato ricoperto e, almeno fino ad oggi, non sono stati effettuati maggiori accertamenti.
    Dai Normanni abbiamo ereditato la principale attrattiva turistica del paese: la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, fatta erigere dal Conte Ruggero nell'anno 1093.
    Sotto il dominio spagnolo furono edificate alcune chiese e nel 1623 fu fondato il Monastero degli Agostiniani Scalzi (oggi in rovina), adiacente alla Chiesa di S.Venera.
    Infine una piccola curiosità: nel 1860 all'interno del comune di Itala esistevano ben 12 chiese!!!(sì, avete capito bene!!).


    Itàla Centro: Chiesa Madre della Madonna del Piliero (XVI sec.)


    chiesa madre di italaLa Chiesa madre del paese (S.Maria del Piliero) è situata proprio nella piazza principale. L'intitolazione deriva dalla denominazione spagnola del famoso santuario di Saragozza, dedicato alla “Nuestra Senora del Pilar”, indicando per “pilar” la pietra, il pilastro sulla quale secondo la tradizione la Vergine Maria sarebbe apparsa lasciandovi l’impronta.
    chiesa madre di itala vista dal BorgoLa chiesa eretta dai cittadini italesi nel XVI sec., è a una sola navata; all’interno vi è la cappelletta della Madonna del Piliero i cui marmi intarsiati sono di pregevole fattura; da notare inoltre l’armadio all’interno della sacrestia, risalente alla metà del 1700 e restaurato di recente.
    Annesso alla sacrestia è stato allestito negli ultimi mesi del 2005 un piccolo museo con tutti gli oggetti d'arte sacra che custodiva la parrocchia.


    chiesa madre di itala, frontaless sepolcro allestito il venerdì santo all'interno della chiesa madress sepolcro allestito il venerdì santo all'interno della chiesa madre


    Frazione Mannello: Chiesa di S. Venera (1622-’23)

    chiesa di s.venera, angoloLa chiesa di S.Venera si trova al vertice del paese di Itala ed esattamente nella frazione Mannello.
    Originariamente era una cappelletta di modeste dimensioni, ubicata sul versante opposto della vallata, proprio di fronte alla collocazione attuale, dove si davano convegno quei fedeli che avevano provveduto alla sua costruzione. In seguito sia per la sua piccolezza, sia perché il terreno si rivelò franoso, venne ricostruita sul luogo ove si trova oggi. chiesa di s.venera, facciata laterale
    Riguardo questo trasferimento esiste anche una leggenda popolare tramandata oralmente secondo la quale fu S.Venera stessa a volere lo spostamento, poiché i fedeli depositavano la statua nella vecchia ubicazione, ma puntualmente la ritrovavano nell’attuale sito dell’edificio sacro.
    Della primitiva costruzione rimangono il nome “S.Venera la vecchia” e qualche rudere visibile a tutt’oggi. È di epoca secentesca (1622-’23), con prospetto semplice. Il portale presenta due colonne scanalate con al di sopra un piccolo frontale triangolare contenente una statuetta, presumibilmente di S.Venera. s. venera, frontale
    Entrando si nota sul pavimento la copertura in marmo di un ipogeo che contiene i resti dei frati agostiniani morti nell’attiguo conventino. A sinistra al di sotto di un quadro ormai logoro dal tempo (due frati agostiniani che contemplano il crocifisso) si nota al muro la memoria sicuramente di una benefattrice della chiesa.
    La chiesa ospita anche una vetusta statua di S.Marco, nonché un mezzo busto di S.Venera, recentemente restaurato. Un’antica statuetta di S.Giuseppe appartenente all’omonima cappelletta ormai scomparsa della frazione, è ospitata nella piccola nicchia a destra di chi entra.
    La costruzione del piccolo convento attiguo fu approvata a Roma in data maggio 1624 e la posa della prima pietra avvenne il 9 marzo dello stesso anno. s.venera vista dalla scalinata
    La devozione per S.Venera ebbe un incremento decisivo a partire da un episodio particolare: in una notte dell’inverno 1643 fra le ore 4 e le 5, fu sentita suonare la campanella della porta del convento, ma il frate che andò ad aprire non trovò nessuno! Voltatosi poi verso il dormitorio vide delle fiamme e si prodigò subito di chiamare aiuto allo scopo di domarle; si pensò subito che a suonare la campanella era stata S.Venera per svegliare i frati e permettere loro di salvare sia la chiesa che il convento.
    s. venera, angoloNel luglio 1866, la comunità di frati lasciò il convento e a curare la chiesa vi rimase un sottopriore, tal D’Arrigo, paesano, che dovette assistere alla vendita e alla rovina dell’edificio annesso alla chiesa. Difatti un certo Carmelo Crisafulli, ex prete, comprò dal Demanio l’intero complesso ex conventuale col solo scopo di servirsi del materiale, nello specifico di tegole e travatura, per impiegarli nella copertura di un nuovo pastificio eretto nella frazione Marina (fra l’altro, ironia della sorte, dopo breve andato distrutto da un incendio).
    I locali dell’ex convento sono ora ridotti ad un cumulo di macerie.

    Per le notizie contenute in questo paragrafo un sentito ringraziamento va all'Arciprete don Giovanni Cacciola, Parroco di Itàla.


    Frazione Borgo: Fontana pubblica e Chiesa della Madonna della Catena (1500)


    ottocentesca fonte pubblica presso la frazione borgoLocalizzata all’ingresso della frazione Borgo vi è una fontana datata maggio 1800, fra l’altro in buono stato di conservazione. La vaschetta di raccolta, in pietra naturale, ha forma ellittica ed è inserita in una nicchia intonacata, costituita da mattoni in terracotta visibili nella parte superiore. Il tutto lascia supporre che, in origine l’intera fontana fosse realizzata interamente in mattoni. Inoltre si nota un piccolo rosone in pietra da cui fuoriesce l’ugello. Notare che questa fontana è della stessa fattura della “fontana Rocco” (1886), collocata all’ingresso principale del paese.
    la cinquecentesca chiesa della fraz. BorgoPoco distante si trova la chiesa della Madonna della Catena, del 1500 circa. La costruzione, ad unica navata, presenta cinque coppie di nicchie laterali di cui alcune provviste di altare. La facciata è semplice, il portale in calcare giallino, nel tratto superiore vi sono quattro lesene che arrivano fino al bordo degli spioventi del tetto, la cui parte frontale è decorata da cinque merli. La torre campanaria in origine aveva la cuspide foderata di mattonelle in ceramica.
    All’interno di essa vi è una tela del 1510 raffigurante, fra gli apostoli Pietro e Paolo, la Madonna col bambino che tiene in mano una catena.

    interno chiesa della fraz. Borgoacquasantiera nella sacrestia della chiesa fraz. Borgoitala centro vista dal campanile della fraz. Borgo


    Frazione Croce: Chiesa Arabo-Normanna dei SS Pietro e Paolo (1093)



    chiesa arabo-normanna dall'altoPresso la frazione Croce, in contrada Badia, sorge immersa in uno scenario incomparabile la chiesa Basiliana dei Santi Pietro e Paolo.
    Si narra che in questa zona fosse avvenuta intorno al 1065 una cruenta battaglia fra i Normanni (popolazione che giunse in Italia dalla Normandia verso il 1006) e i Musulmani, dalla quale uscirono vincitori i primi. Al termine di questa il Conte Ruggero, capo dei Normanni, diede ordine di edificare la chiesa e un convento attiguo come ex voto per la vittoria conseguita. Sulla spianata della battaglia venne inoltre edificato un piccolo altare tuttora esistente.
    Da notare che i Normanni a differenza dei Musulmani che distrussero tutto ciò che parlava di cristianesimo, assimilarono gli elementi migliori dell’arte araba che era troppo estranea all’anima latina e diedero vita ad un’arte che in architettura ci diede quei gioielli di cui la nostra chiesa è uno dei più interessanti monumenti e certamente uno fra i primi edificati in Sicilia.
    chiesa arabo-normanna dei ss pietro e paoloIl tempio risale al 1093 ed è noto che il primo abate si chiamava Gerasimo. Nella sua semplice struttura è un vero gioiello: tre navate, colonne slanciate, con fiancate esterne che presentano un meraviglioso intreccio di archi, per fortuna salvi e resistenti all’usura del tempo. All’interno i capitelli delle colonne erano istoriati con scene di guerra, verosimilmente riferentesi alla battaglia che si svolse nell’antistante piazzetta.
    retro chiesa arabo-normanna - si notano i ruderi di una casa settecentesca addossata all'absidePurtroppo prima che fosse dichiarata monumento nazionale vi passò la mano di maestranze inesperte che ne deturparono il volto, e a dimostrazione di ciò all’esterno vi è un campanile di rozza e tozza composizione muraria che appesantisce la sobrietà dell’edificio; all’interno i blocchi monolitici delle colonne, spezzati e portati via insieme ai capitelli originari, sono stati sostituiti da anacronistiche colonne di cemento armato.
    Nel 1925, a causa delle precarie condizioni in cui versava la struttura, rischiò di essere demolita; solo grazie all’opera del prof. Enrico Calandra il crimine venne scongiurato e l’edificio ristrutturato. Scrostata la parete esterna, venne alla luce la superba facciata originale in buono stato di conservazione.
    I resti del monastero basiliano ricadono oggi in una proprietà privata.
    La chiesa è visitabile su richiesta oppure in occasione della SS Messa che viene celebrata la domenica mattina alle ore 10,30.

    chiesa badia esterno dell'absidetarga marmorea secentesca esterno chiesa arabo-normanna lato privatochiesa arabo-normanna di notte

    frammento del frontone di una fontana secentesca nel giardino privato dietro la chiesa facciata chiesa badia lato giardino privato


    Frazione Marina: Chiesa di S.Giacomo e litorale

    una visuale di Itala Marinail sole tramonta dietro i monti Peloritani...

    il tratto di mare antistante la chiesa di S.GiacomoMentre Itala "Superiore" è più adatta a chi preferisce un turismo di tipo culturale e rurale, e soprattutto per chi ama rilassarsi immerso nel verde delle colline peloritane, Itala Marina è particolarmente vocata per il turismo balneare ed è una realtà a misura d'uomo che ha mantenuto pressochè intatte le belle risorse naturali del proprio territorio. Il mare limpido e l'acqua salubre sono gli ingredienti di questo stupendo lembo di costa jonica.
    E' un luogo incantevole incastonato nel suggestivo contesto dello Stretto di Messina, dove trascorrere serenamente unauno scorcio della spiaggia di Itala Marina vacanza lontano dallo stress e dal caos cittadino.
    La costa offre un'ampia spiaggia con sabbia che varia dal ciottolame a quella di tipo fino (ma non troppo!) e si estende per circa 1,8km, dalla foce del torrente Itala fino ad arrivare alla zona confinante col Capo Alì; quest'ultima è particolarmente attraente per la presenza di numerosi scogli semisommersi e di suggestivi faraglioni che nulla hanno da invidiare ai più famosi della vicina Taormina.
    il suggestivo tratto di mare all'altezza di Capo Alì, confinante con il territorio di Itala MarinaItala Marina è un centro abitato di sviluppo relativamente recente, in quanto è cresciuto soprattutto a partire dagli anni '50 del secolo scorso, a seguito del progressivo spostamento della popolazione di Itala Superiore verso la costa che iniziava ad offrire maggiori servizi e vie di comunicazione più efficienti (la ferrovia, la strada statale e dagli anni '60 l'autostrada). Per questo motivo non è particolarmente ricca di antichità; degni di nota sono comunque: 

    la Chiesa dedicata a S.Giacomo - di recente costruzione (1924), in mattoni e cemento; all'interno presenta una sola navata e tre coppie di altari laterali più quello Maggiore, con alcuni quadri fra i quali uno in tela raffigurante la Sacra Famiglia, ubicato dietro l'altare Maggiore ed un affresco raffigurante S.Giovanni, posto al centro sulla volta. 

    Una secentesca chiesetta, d'arte povera, dedicata anch'essa a S.Giacomo; situata presso la contrada "Acqua Fresca", sconsacrata e ristrutturata di recente. Prima della costruzione di quella nouva costituiva più che altro una cappella frequentata dai pochi pescatori del luogo e nella quale officiavano le SS Messe  i padri basiliani che risiedevano nel monastero normanno di Itala Superiore.

    una caratteristica barca di legno vista dal lato anteriorevisuale della barca, lato posteriore
    Gli abitanti della Marina, onorano S.Giacomo con una processione molto caratteristica che rappresenta uno degli esempi tipici delle tradizioni marinare folkloristico-religiose della provincia di Messina.la statua di S. Giacomo posizionata sulla barca
    Il 25 luglio di ogni anno la statua del santo viene trasportata sulla spiaggia antistante la Chiesa e issata su di una capiente barca ornata da fiori, luci e bandiere; lì il parroco celebra la SS Messa alla presenza dei numerosi fedeli e subito dopo il natante con il Santo sopra viene spinto in mare e seguito dalle altre barche dei fedeli, dando origine così ad una suggestiva processione. Le torce che si riflettono sul mare lucido completano la scena. E' curioso come non manchi neanche la banda musicale che viene fatta salire su un altro grosso barcone al seguito di S.Giacomo. un'altra immagine della barca con il Santo sopra La piccola flotta effettua un breve tragitto fino a lambire i confini del comune e poi ritorna sulla spiaggia; il paese intero saluta il Santo e subito dopo si intrattiene nel luogo per gustare l'ottimo pesce che gli viene offerto, pescato in quelle stesse acque.

    A puro titolo informativo meritano una menzione anche i ruderi di antiche abitazioni di epoca romana che sono stati rinvenuti durante i lavori di costruzione dell'autostrada Me-Ct; purtroppo il tutto è stato ricoperto e fino ad oggi non sono stati effettuati ulteriori approfondimenti.
    la sponda calabrese dello Stretto vista dal mare di Itala Marinail sole si ritrae nello specchio d'acqua prospicente il paese...la foce del torrente Itala. Si nota sullo sfondo la vallata omonima e il Monte Scuderi

    Si ringrazia per la gentile collaborazione nella stesura di questo paragrafo l'ex Parroco di Itala Marina don Carlo Olivieri.



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