Alla scoperta del centro di
Messina...


La
città di Messina possiede una bella serie di fontane
artistiche,
realizzate in varie epoche, a partire dal XVI° secolo. Di
seguito
vengono riportate le più imponenti:
In
pieno centro storico, nella piazza
del Duomo,
sorge la Fontana di Orione,
che lo storico
d'arte Berenson arrivò a definire
"la
più bella fontana del Cinquecento europeo";
il complesso artistico, di forma piramidale, è una delle due
fontane commissionate dal Senato messinese allo scultore toscano Giovan
Angelo Montorsoli. Dedicata al mitico fondatore della città,
l'opera fu ultimata nel 1553, contemporaneamente ai lavori di
costruzione dell'acquedotto
cittadino. Il Montorsoli, coadiuvato nella scelta del soggetto dallo
scienziato messinese Francesco Maurolico, autore anche delle epigrafi
latine, concepì una struttura articolata con una base
poligonale di dodici lati sul cui bordo poggiano,
sdraiate su un
fianco, le statue raffiguranti i fiumi Camaro - le cui acque vennero
convogliate per alimentare l'acquedotto - Nilo, Tevere, Ebro che
versano l'acqua che fouriesce da quattro anfore nelle sottostanti
vasche. Al centro di questa base, quattro tritoni cariatidi fanno da
sostegno alla prima vasca circolare; quattro naiadi sorreggono la
seconda vasca su cui poggiano quattro putti a cavallo di delfini. Al
culmine della struttura si erge Orione, in trionfale esultanza, che
sorregge uno scudo con lo stemma della città; ai suoi piedi,
il fedele cane Sirio. Mascheroni, figure allegoriche e bassorilievi
completano la ricca ornamentazione delle vasche.



In piazza Unità d'Italia,
proprio di fronte al Palazzo della
Prefettura, si colloca la Fontana di
Nettuno. Dopo il successo riportato dalla Fontana di
Orione, il Senato messinese decise di commissionarne un'altra allo
stesso Montorsoli, quasta volta dedicata al dio del mare. Lo scultore
toscano rappresentò con la sua opera un'allegoria delle
acque dell Stretto, dominate da Nettuno che incatena Scilla e Cariddi,
rendendoli inoffensivi. La fontana, ultimata nel 1557, venne collocata
nella zona del porto antistante le mura cittadine, dalla quale nel
1934, fu spostata nel sito odierno con il Nettuno
rivolto verso il
mare. Il bacino è a pianta ottagonale, ornato agli angoli da
pannelli con tridenti, conchiglie e delfini. In corrispondenza dei lati
corti si trovano delle vasche di forma ovale che ricevono e versano
l'acqua attraverso teste di leoni e divinità marine. Sul
bordo della vasca sono incisi i nomi dello scultore, del
Vicerè Giovanni Cerda, dei Senatori e dei "provisori dell
acque". La statua di Nettuno col tridente in mano e posta su un alto
piedistallo, che si alza dal centro della vasca, con cavalli marini,
stemmi e mascheroni in rilievo. Ai due lati sono poste figure
mitologiche di Scilla e Cariddi che esprimono una potenza espressiva
tipicamente manieristica. Le statue di Nettuno e Scilla sono copie
degli originali, danneggiate dai bombardamenti borbonici del 1848 e
oggi custodite presso il Museo Regionale di Messina.
La Fontana Falconieri si
erge in piazza Basicò, nelle vicinanze del Monte di
Pietà; il nome lo si deve all'architetto che nel 1842 la
progettò su incarico del Senato di Messina, in occasione del
diciottesimo centenario dell'arrivo in città della Lettera
inviata dalla Madonna)
Il
nostro giro turistico virtuale
della città di Messina può inziare sicuramente
dalla zona adiacente la Via S.Cecilia.
Qui, all'angolo con le vie Centonze e Risorgimento, si può
ammirare il palazzo
Tremi con le particolari decorazioni della sua facciata,
restaurate di recente.



l'appartamento
dove dimorò, durante il
suo soggiorno nella Città
dello Stretto, il grande poeta Giovanni Pascoli e dove
compose "l'aquilone". Sarebbe opportuno ristrutturare la struttura per
poi magari farne un piccolo museo. Finora questo edificio sembra sia
passato inosservato ai cittadini e alle istituzioni, ed è un
vero peccato!!
Attraversando la via Cesare Battisti si possono notare edifici dalle linee architettoniche eleganti...








Arrivati
all'incrocio con la via Tommaso Cannizzaro e salendo sulla
sinistra per un breve tratto, ci si trova nella piazza dedicata a
Salvatore Pugliatti, illustre giurista messinese. Qui ha sede il Palazzo di Giustizia (anche detto Palazzo
Piacentini), che fu edificato fra il 1919 e il 1928, su
progetto dell'arch. Marcello Piacentini, nell'area che prima del
disastro del 1908 era occupata dal cinquecentesco ospedale di S.maria
della Pietà. L'imponente palazzo, di gusto classicheggiante,
si articola in tre parti collegate da
grandi gallerie. Il corpo centrale è sovrastato
da una quadriga bronzea. All'interno si può
ammirare il pregevole scalone marmoreo che dà accesso alla
Corte d'Assise.


...scendendo
verso la fine di via Battisti, prima di arrivare in via
Garibaldi, è quasi impossibile non notare, sulla destra, la
facciata della monumentale chiesa
normanna dedicata alla SS Annunziata
dei Catalani; questo edificio sacro fu costruito intorno
al 1150, sulle
rovine del tempio di Nettuno, il cui nome fa riferimento alla
comunità catalana venuta al seguito di Pietro III d'Aragona,
che la possedette nel '500. Pur avendo subito nel corso dei secoli
numerose modifiche - in
particolare, alla fine del XIII secolo, un
accorciamento testimoniato dalle monofore tronche nelle pareti laterali
- la chiesa rappresenta uno dei monumenti maggiormente significativi
dell'architettura dell'epoca, per la compresenza di elementi stilistici
normanni, bizantini, arabi e del tardo romanico pisano e lombardo.
All'esterno, particolare attenzione merita la facciata posteriore con
il suo elegante
loggiato cieco, che circonda le absidi e l'alto tamburo
della cupola, e dagli effetti cromatici degli elementi decorativi di
impronta islamica.
L'interno è a pianta basilicale con tre navate, tre absidi e
cupola inserita sul transetto.


Vicino alla facciata posteriore della chiesa, all'imbocco di via
Cardines, vi
è uno
dei tanti edifici in stile eclettico, realizzato dall'architetto Gino
Coppedè e riconoscibile dall'inconfondibile
aquila inserita
nelle inferriate dei balconi.






Proprio di fronte alla chiesa normanna, attraversando via Battisti si
giunge nella piazza Catalani, lastricata in pietra lavica come tutta la
zona circostante; al centro di questo slargo
è collocato il monumento a
don Giovanni d'Austria (1573), opera dello scultore e
architetto carrarese Andrea Calamech. Commissionata dal Senato di
Messina,in occasione della vittoria di Lepanto contro i turchi del
1571, la statua bronzea presenta finissime decorazioni e raffigura don
Giovanni d'Austria, comandante della flotta
cristiana (fra l'altro partita dal porto di Messina, lo sapevate? ^^),
che calpesta la testa del turco Alì Bassà, in
segno di vittoria. Sull'alto basamento marmoreo, decorato con un fregio
ad armature e scudi, si trovano quattro pannelli bronzei, che
rappresentano i momenti salienti della battaglia e i versi latini di
Francesco Maurolico, illustre scienziato, metematico e astronomo
messinese.





...risalendo per via S.Giacomo si può tornare in p.zza
Duomo, dove, alla sinistra dell'edificio sacro si possono osservare
due edifici progettati, come già ne abbiamo visti altri, dal
Coppedè.







Terminata
la
visita nei dintorni del Duomo si può procedere,
attraversando la via S.Giacomo, verso la
via Garibaldi, una delle
arterie più eleganti della Città dello Stretto
che prima dell'Unità d'Italia si chiamava Via Ferdinanda, in
onore di Ferdinando di Borbone.




...proseguendo in direzione Nord si giunge in p.zza
Unione Europea, dove si erge Palazzo
Zanca, sede del Municipio, progettato dall'architetto
palermitano Antonio Zanca e inaugurato nel 1924. Costruito per
sostituire l'ottocentesco Palazzo di Città parzialmente
distrutto dal sisma del 1908, il Municipio si affaccia sulla piazza con
un'imponente facciata in stile eclettico nella quale prevalgono
elementi neoclassicheggianti. Quasi tutti gli ornamenti esterni si
riferiscono alla tradizione commerciale e mercantile della
città; nella parte centrale della facciata, dentro il
timpano triangolare, è rappresentata
la "Regina del Peloro",
mentre sul prospetto laterale sono scolpite Dina e Clarenza, le due
eroine messinesi che durante i Vespri Siciliani salvarono la
città da un attacco nemico. Sono inoltre da ammirare gli
affreschi della sala di rappresentanza; nella sala Giunta, nel 1951, fu
collocato un grande affresco raffigurante "il Cenacolo", che Alfonso
Rodriguez dipinse nel 1616 per il monastero di S.Maria di
Gesù Inferiore, oggi non più esistente.





A questo punto si può proseguire, sempre lungo la via
Garibaldi, fino a raggiungere il Teatro
Vittorio Emanuele, progettato nel 1827 e inaugirato il 12 gennaio 1852.
Originariamente era intitolato a Sant'Elisabetta, in onore di Isabella
di Spagna, madre del re Ferdinando II; l'edificio è di
ispirazione neoclassica ed il prospetto principale, caratterizzato da
conci a vista, si articola in un corpo centrale e due laterali ornati
da bassorilievi. La parte centrale, su due ordini, presenta un portico
a tre arcate sormontato da un loggiato ed è scadita da
colonne. Sulla sommità del loggitao si erge un grande
fastigio
costituito da un gruppo marmoreo che rappresenta "il Tempo che
scopre la Verità". Arricchiscono la facciata otto medaglioni
con le effigi di illustri musicisti e drammaturghi insieme a due targhe
marmoree in bassorilievo che raffigurano "Ercole mentre sceglie la
Virtù e respinge il Vizio", ed "Ercole che sposa Ebe", dea
della giovinezza.
Pregevole è il soffitto
interno, dipinto da Renato Guttuso, che rappresenta il
mito di Colapesce.






...ed eccoci arrivati in p.zza Unità d'Italia, sulla quale
si affaccia l'imponente Palazzo del
Governo, sede della Prefettura.
L'edificio sorge sull'area del preesistente monastero benedettino
fondato da San Placido, che fino al 1806 fu sede del Gran Priorato
dell'Ordine di Malta; l'attuale palazzo fu edificato nel 1913-15 su
progetto dell'arch. Cesare Bazzani.
L'estesa facciata in stile eclettico presenta, accanto ad elementi
neoclassici e rinascimentali, numerosi riferimenti allo stile liberty,
in particolare nelle sei torrette del corpo centrale, nei trafori delle
balaustre e nell'assetto
angolare dei due corpi laterali. L'ingresso
principale immette in un grande atrio colonnato; una grande scala di
rappresentanza conduce al piano superiore.



...girando sulla sinistra ci si immette nella
via XXIV Maggio. Proseguendo, dopo un buon tratto, si arriva proprio di
fronte alla chiesa di Santa Eustochia e
al seicentesco monastero annesso; il complesso originario
fu fondato dalla stessa Santa nel 1453, ma la chiesa fu interamente
rifatta usando i materiali originari nel XVII° secolo e dopo il
sisma del 1908, che risparmiò solo la piccola cappella ove
era conservato il corpo intatto della Santa.

Superata P.zza Crisafulli si può
scendere sulla sinistra imboccando la via S.Agostino; questa sbuca in
una delle piazze più importanti della Città dello
Stretto: stiamo parlando di p.zza
Antonello da Messina, caratterizzata dalle facciate
concave degli edifici che vi si affacciano.
Qui si ergono Palazzo dei Leoni, sede
della Provincia Regionale, l'ex
Palazzo delle Poste Centrali, recentemente acquistato
dall'Università di Messina, , il
retro di Palazzo Zanca, sede
del Municipio, e l'elegante Galleria
Vittorio Emanuele III°.
Quest'ultima
fu progettata dall'arch. Camillo Puglisi Allegra su
commissione della
Società Generale Elettrica della Sicilia,
per dare una adeguata sede ai propri uffici e creare un importante polo
residenziale-commerciale nel cuore della città. La Galleria
fu inaugurata il 13 agosto del 1929. Internamente la struttura presenta
tre bracci confluenti al centro in una zona esagonale chiusa con una
volta a cupola; le vetrate variopinte del soffitto e il pavimento
decorato a mosaico arricchiscono il tutto. L'ambiente interno
è stato totalmente restaurato di recente, dopo anni di
incuria e degrado!






Il Palazzo della Provincia Regionale
sorge su un'area ove preesisteva il complesso
medievale dei Cavalieri Templari composto dalla chiesa di
S.Marco e dall'Ospedale di S.Maria dei Bianchi. L'edificio, inaugurato
nel 1918, è in stile eclettico neoclassico con riferimenti
rinascimentali nelle raffinate finestre a serliana del secondo ordine,
che si affacciano sulla piazza. Il palazzo venne impostato su un
elegante portico, arricchito da colonne, creando un vincolo
architettonico per gli altri edifici che si innalzano sulla piazza.

L'ex Palazzo
delle Poste Centrali
(1913) presenta sulla facciata principale un imponente portico
classicheggiante che fa riferimento a quello di Palazzo dei Leoni;
all'interno, l'ampio quadriportico si ispira al cinquecentesco chiostro
colonnato del vicino convento di S.Domenico, distrutto dal terremoto
del 1908 (tanto per cambiare!!!). Sulle pareti del loggiato curvo si
trovano pregevoli bassorilievi a stucco, di raffinato gusto liberty,
raffiguranti allegorie sul tema delle comunicazioni postali e
telegrafiche.

A questo punto
si può proseguire lungo il C.so Cavour, fino ad arrivare
nella parte prospicente p.zza Duomo...





...percorrendo
la piazza per intero si
giunge
all'imbocco della via
I° Settembre, già intitolata via Austria in onore di
don Giovanni d'Austria che nel 1541 aveva sconfitto la flotta turca, e
costruita nella seconda metà del '500.
All'interno dell'atrio di ingresso del palazzo sito al civico 171 (per
intenderci è l'edificio sulla parte destra di via I°
settembre, che fa angolo con p.zza Duomo), si trovano inglobati alcuni
ambienti comprendenti volte a crociera, ogive
gotiche e pilastri
polistili che appartenevano all'antica
cattedrale di rito greco detta S.Maria del Graffeo, di epoca medievale.
Proseguendo lungo il rettilineo costituito da questa strada,
all'incrocio con via Cardines, sulla sinistra, si possono osservare le
rimanenti due fontane del complesso
monumentale delle 4 fontane che furono realizzate
rispettivamente nel 1714 e nel 1742 e un tempo abbellivano il
quadrivio. Come già accennato, in loco ne rimangono solo due
in marmo bianco con vasche e abbellite da tritoni e cavallucci marini;
le due fontane mancanti, realizzate nel 1666 e nel 1742, rimangono
custodite presso il Museo Regionale della Città dello
Stretto.







Il
Palazzo liberty fa angolo con la via S.Maria Alemanna: ora si
può proseguire lungo questa strada e a pochi passi si erge
davanti agli occhi dello spettatore un vero e proprio gioiello, la Chiesa di S.Maria degli Alemanni.
Edificato intorno al 1220,
questo edificio sacro è
l'unico in tutta la Sicilia totalmente in stile gotico. Fu
fondata da Federico II di Svevia e fu
affidata in custodia al Priorato
dei Cavalieri Teutonici, Ordine da lui fondato in quello stesso anno a
Messina. I Cavalieri utilizzarono la Chiesa e l'annesso
Ospedale come base durante lo svolgimento delle Crociate. L'edifico fu
abbandonato con la partenza dei Cavalieri da Messina e la totale
decadenza fu sancita con il terremoto del 1783.



Qui di seguito è rappresentata una
carrellata di fregi ripresi in giro per il centro storico...






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Alla scoperta del centro di
Messina...
