municipio di notteAlla scoperta del centro di Messina... galleria vittorio emanuele





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  • le fontane artistiche di Messina
  • i dintorni di via S.Cecilia (anche LA CASA DOVE DIMORO' GIOVANNI PASCOLI!!)
  • la via Cesare Battisti, il Palazzo di Giustizia e l'Università (p.zza Salvatore Pugliatti)
  • l'isola pedonale via Lepanto - p.zza Catalani - l.go S.Giacomo
  • i dintorni di p.zza Duomo
  • la via Garibaldi (l'antica via Ferdinanda), il Municipio, la Prefettura (Palazzo del Governo)
  • il Monte di Pietà
  • p.zza Antonello e il c.so Cavour
  • i dintorni di via Primo Settembre (4 fontane, S.M. Alemanna, Camera di Commercio...)
  • alcuni fregi sparsi per il centro cittadino





  • le fontane artistiche di Messina

    La città di Messina possiede una bella serie di fontane artistiche, realizzate in varie epoche, a partire dal XVI° secolo. Di seguito vengono riportate le più imponenti:

    la fontana di Orione, del 1553In pieno centro storico, nella piazza del Duomo, sorge la Fontana di Orione, che lo storico d'arte Berenson arrivò a definire "la più bella fontana del Cinquecento europeo"; il complesso artistico, di forma piramidale, è una delle due fontane commissionate dal Senato messinese allo scultore toscano Giovan Angelo Montorsoli. Dedicata al mitico fondatore della città, l'opera fu ultimata nel 1553, contemporaneamente ai lavori di costruzione dell'acquedotto cittadino. Il Montorsoli, coadiuvato nella scelta del soggetto dallo scienziato messinese Francesco Maurolico, autore anche delle epigrafi latine, concepì una struttura articolata con una base poligonale di dodici lati sul cui bordo poggiano,particolare della fontana di Orione sdraiate su un fianco, le statue raffiguranti i fiumi Camaro - le cui acque vennero convogliate per alimentare l'acquedotto - Nilo, Tevere, Ebro che versano l'acqua che fouriesce da quattro anfore nelle sottostanti vasche. Al centro di questa base, quattro tritoni cariatidi fanno da sostegno alla prima vasca circolare; quattro naiadi sorreggono la seconda vasca su cui poggiano quattro putti a cavallo di delfini. Al culmine della struttura si erge Orione, in trionfale esultanza, che sorregge uno scudo con lo stemma della città; ai suoi piedi, il fedele cane Sirio. Mascheroni, figure allegoriche e bassorilievi completano la ricca ornamentazione delle vasche.

    particolare della fontana di Orioneparticolare della fontana di Orione


    Proprio al centro di Piazza della Repubblica, che ospita la stazione Centrale di Messina, zampilla una grande fontana con vasca circolare in marmo, risalente al 1902.
    la fontana di p.zza della Repubblica

    Davanti alla facciata laterale del Municipio di Messina, in via Consolato del Mare, è collocata una grande vasca circolare in marmo denominata Fontana Senatoria. dal centro della vasca emerge un basamento che sostiene una tazza decorata da baccelletti; su sette targhe sono incisi i nomi di alcuni senatori messinesi e l'anno di realizzazione: il 1615.
    la fontana senatoria, a lato del municipio di messinala fontana senatoria


    la fontana di Nettuno, del 1557 In piazza Unità d'Italia, proprio di fronte al Palazzo della Prefettura, si colloca la Fontana di Nettuno. Dopo il successo riportato dalla Fontana di Orione, il Senato messinese decise di commissionarne un'altra allo stesso Montorsoli, quasta volta dedicata al dio del mare. Lo scultore toscano rappresentò con la sua opera un'allegoria delle acque dell Stretto, dominate da Nettuno che incatena Scilla e Cariddi, rendendoli inoffensivi. La fontana, ultimata nel 1557, venne collocata nella zona del porto antistante le mura cittadine, dalla quale nel 1934, fu spostata nel sito odierno con il Nettunola fontana di Nettuno, del 1557 rivolto verso il mare. Il bacino è a pianta ottagonale, ornato agli angoli da pannelli con tridenti, conchiglie e delfini. In corrispondenza dei lati corti si trovano delle vasche di forma ovale che ricevono e versano l'acqua attraverso teste di leoni e divinità marine. Sul bordo della vasca sono incisi i nomi dello scultore, del Vicerè Giovanni Cerda, dei Senatori e dei "provisori dell acque". La statua di Nettuno col tridente in mano e posta su un alto piedistallo, che si alza dal centro della vasca, con cavalli marini, stemmi e mascheroni in rilievo. Ai due lati sono poste figure mitologiche di Scilla e Cariddi che esprimono una potenza espressiva tipicamente manieristica. Le statue di Nettuno e Scilla sono copie degli originali, danneggiate dai bombardamenti borbonici del 1848 e oggi custodite presso il Museo Regionale di Messina.

    la fontana Falconieri, del 1842 La Fontana Falconieri si erge in piazza Basicò, nelle vicinanze del Monte di Pietà; il nome lo si deve all'architetto che nel 1842 la progettò su incarico del Senato di Messina, in occasione del diciottesimo centenario dell'arrivo in città della Lettera inviata dalla Madonna)
    La fontana è costituita da una grande vasca ottagonale, che richiama la forma della piazza Ottagona - oggi Juvarra - ove era collocata in origine, attorno alla quale figurano altre quattro piccole vasche. Dalla vasca centrale si dipartono quattro basi squadrate su cui poggiano mostri marini dai corpi simili a pesci e teste rispettivamente di leone, di uomo,la fontana Falconieri, del 1842 di uccello rapace e di delfino; fusi in ferro a Palermo, furono inseriti nella fontana nel 1846, quattro anni dopo la sua inaugurazione. Al centro della vasca, su di un basamento decorato a festoni, si eleva una stele quadrangolare, ornata da bassorilievi raffiguranti animali, che sorregge due vaschette ovali di diverse dimensioni. In mezzo alla vaschetta superiore, la più piccola delle due, fiorisce un ornamento composto di conchiglie e foglie. Tutto l'insieme richiama motivi decorativi del neo-rinascimento toscano.


    i dintorni di via S.Cecilia (anche LA CASA DOVE DIMORO' GIOVANNI PASCOLI!!)

    la facciata principale di palazzo TremiIl nostro giro turistico virtuale della città di Messina può inziare sicuramente dalla zona adiacente la Via S.Cecilia.
    Qui, all'angolo con le vie Centonze e Risorgimento, si può ammirare il palazzo Tremi con le particolari decorazioni della sua facciata, restaurate di recente.


    palazzo Tremi palazzo Tremipalazzo Tremipalazzo Tremi

    Molti messinesi lo ignorano, ma in questa zona della città esiste ancora la casa dove visse Giovanni Pascoli mentre si trovava a Messina l'appartamento dove dimorò, durante il suo soggiorno nella Città dello Stretto, il grande poeta Giovanni Pascoli e dove compose "l'aquilone". Sarebbe opportuno ristrutturare la struttura per poi magari farne un piccolo museo. Finora questo edificio sembra sia passato inosservato ai cittadini e alle istituzioni, ed è un vero peccato!!






    la via Cesare Battisti, il Palazzo di Giustizia e l'Università

    Attraversando la via Cesare Battisti si possono notare edifici dalle linee architettoniche eleganti...

    edificio sito in Largo Seggiolaedificio sito in Largo Seggiolaedificio sito in Largo Seggiola

    via C.Battisti via C.Battistivia C.Battisti
    via C.Battisti via C.Battistivia C.Battisti
    via C.Battisti, angolo via I settembre


    il Palazzo di Giustizia di MessinaArrivati all'incrocio con la via Tommaso Cannizzaro e salendo sulla sinistra per un breve tratto, ci si trova nella piazza dedicata a Salvatore Pugliatti, illustre giurista messinese. Qui ha sede il Palazzo di Giustizia (anche detto Palazzo Piacentini), che fu edificato fra il 1919 e il 1928, su progetto dell'arch. Marcello Piacentini, nell'area che prima del disastro del 1908 era occupata dal cinquecentesco ospedale di S.maria della Pietà. L'imponente palazzo, di gusto classicheggiante, si articola in tre parti collegate da grandi gallerie. Il corpo centrale è sovrastato da una quadriga bronzea. All'interno si può ammirare il pregevole scalone marmoreo che dà accesso alla Corte d'Assise.

    il Palazzo di Giustizia di Messina


    il Rettorato dell'Università di Messina Proprio di fronte al Tribunale si erge il plesso centrale dell'Università degli Studi (fondata nel 1548), ricostruito nel 1927. Nel cortile interno, sul lato che si affaccia su via G.Venezian, si può ammirare il secentesco portale del Collegio dei Gesuiti (1608), edificato da Natale Masuccio. L'Ateneo di Messina può fregiarsi di avere avuto fra i suoi docenti nomi illustri come Giovanni Pascoli, Salvatore Pugliatti, Gaetano Martino (messinese, fra i fondatori della Comunità Europea), Temistocle Martines (messinese, giurista) solo per fare alcuni esempi.
    il Rettorato dell'Università di Messina la scalinata dell'Università ricostruita, com'era in origine, nel 2003
    il secentesco portale del Collegio dei Gesuiti

    Merita una visita anche la pregevole Aula Magna dell'Università, ubicata presso il primo piano del Palazzo del Rettorato. Notevoli le decorazioni del soffitto, delle pareti e i lampadari in cristallo.
    l'atrio del Rettorato, al pian terrenol'atrio del Rettorato
    l'atrio del Rettorato il corridoio all'esterno dell'Aula Magna
    l'aula magna dell'Università l'aula magna dell'Universitàl'aula magna dell'Università, parte posteriore
    l'aula magna dell'Università, lato anteriore l'aula magna dell'Università, lato anterioreaula magna dell'Università, lampadario
    l'aula magna dell'Università, lato anteriore




    l'isola pedonale via Lepanto - p.zza Catalani - l.go S.Giacomo

    la facciata della chiesa dei Catalani che dà sulla via C.Battisti...scendendo verso la fine di via Battisti, prima di arrivare in via Garibaldi, è quasi impossibile non notare, sulla destra, la facciata della monumentale chiesa normanna dedicata alla SS Annunziata dei Catalani; questo edificio sacro fu costruito intorno al 1150, sulle rovine del tempio di Nettuno, il cui nome fa riferimento alla comunità catalana venuta al seguito di Pietro III d'Aragona, che la possedette nel '500. Pur avendo subito nel corso dei secoli numerose modifiche - inla chiesa dei Catalani vista da Palazzo Magaudda particolare, alla fine del XIII secolo, un accorciamento testimoniato dalle monofore tronche nelle pareti laterali - la chiesa rappresenta uno dei monumenti maggiormente significativi dell'architettura dell'epoca, per la compresenza di elementi stilistici normanni, bizantini, arabi e del tardo romanico pisano e lombardo.
    All'esterno, particolare attenzione merita la facciata posteriore con il suo elegante le tre absidi della chiesa prospicenti via Garibaldi loggiato cieco, che circonda le absidi e l'alto tamburo della cupola, e dagli effetti cromatici degli elementi decorativi di impronta islamica.
    L'interno è a pianta basilicale con tre navate, tre absidi e cupola inserita sul transetto. particolare delle decorazioni della facciata posteriore della chiesaun'altra immagine delle tre absidi della chiesa prospicenti via Garibaldi







    Vicino alla facciata posteriore della chiesa, all'imbocco di via Cardines, vi è uno dei tanti edifici in stile eclettico, realizzato dall'architetto Gino Coppedè e riconoscibile dall'inconfondibile aquila inserita nelle inferriate dei balconi.

    un balcone con la famosa aquila di Coppedèdei fregi coppedeiani

    Di fianco alla chiesa dei Catalani, è ubicato il Palazzo Magaudda, anch'esso opera del Coppedè; notevoli i fregi e le decorazioni, peccato per i balconi in pessimo stato di conservazione e per questo avvolti in teli per evitare la caduta di calcinacci (questa è una pecca che purtroppo si può osservare in diversi edifici storici del centro).
    il coppedeiano palazzo Magauddaun balcone del palazzo, da notare le decorazioni della paretepalazzo Magaudda, facciata che dà sulla chiesa dei Catalani

    fregio del palazzo fregi del palazzo

    il cinquecentesco monumento a don Giovanni d'Austria Proprio di fronte alla chiesa normanna, attraversando via Battisti si giunge nella piazza Catalani, lastricata in pietra lavica come tutta la zona circostante; al centro di questo slargo è collocato il monumento a don Giovanni d'Austria (1573), opera dello scultore e architetto carrarese Andrea Calamech. Commissionata dal Senato di Messina,in occasione della vittoria di Lepanto contro i turchi del 1571, la statua bronzea presenta finissime decorazioni e raffigura don Giovanni d'Austria, comandante della flotta cristiana (fra l'altro partita dal porto di Messina, lo sapevate? ^^), che calpesta la testa del turco Alì Bassà, in segno di vittoria. Sull'alto basamento marmoreo, decorato con un fregio ad armature e scudi, si trovano quattro pannelli bronzei, che rappresentano i momenti salienti della battaglia e i versi latini di Francesco Maurolico, illustre scienziato, metematico e astronomo messinese.
    piazza Catalanipiazza Catalanipalazzo Cerruti, in piazza Catalani

    palazzo Cerruti, in piazza Catalani via Lepanto, angolo p.zza Catalaniuno scorcio di via Lepanto
    panoramica di p.zza Catalani

    A breve distanza, nella via S.Giacomo, si erge il Palazzo Calapaj - d'Alcontres, edificio settecentesco (seconda metà del XVIII secolo) e unico caso di palazzo signorile dell'epoca rimasto integro dopo il devastante sisma del 1908.

    il settecentesco palazzo Calapaj - d'Alcontres

    i dintorni di p.zza Duomo

    ...risalendo per via S.Giacomo si può tornare in p.zza Duomo, dove, alla sinistra dell'edificio sacro si possono osservare due edifici progettati, come già ne abbiamo visti altri, dal Coppedè.

    palazzo dello zodiaco, angolo che si affaccia su p.zza duomopalazzo dello zodiacopalazzo dello zodiaco, angolo che si affaccia su p.zza duomo
    un palazzo coppedeiano in p.zza Duomoun palazzo coppedeiano in p.zza Duomoun palazzo coppedeiano in p.zza Duomo
    un portone in via Colombo



    la via Garibaldi, il Municipio, la Prefettura (Palazzo del Governo)

    la carreggiata lato mare del tratto iniziale di via garibaldiTerminata la visita nei dintorni del Duomo si può procedere, attraversando la via S.Giacomo, verso la via Garibaldi, una delle arterie più eleganti della Città dello Stretto che prima dell'Unità d'Italia si chiamava Via Ferdinanda, in onore di Ferdinando di Borbone.


    un pregevole edificio che fa angolo fra la via Garibaldi e il l.go S.Giacomo un balcone dell'edificio, da notare le decorazioniun pregevole edificio che fa angolo fra la via Garibaldi e il l.go S.Giacomo
    un pregevole edificio che fa angolo fra la via Garibaldi e il l.go S.Giacomo i fregi posti sul portone dell'edificioun pregevole edificio che fa angolo fra la via Garibaldi e il l.go S.Giacomo

    una visuale notturna del prospetto principale del Municipio di Messina ...proseguendo in direzione Nord si giunge in p.zza Unione Europea, dove si erge Palazzo Zanca, sede del Municipio, progettato dall'architetto palermitano Antonio Zanca e inaugurato nel 1924. Costruito per sostituire l'ottocentesco Palazzo di Città parzialmente distrutto dal sisma del 1908, il Municipio si affaccia sulla piazza con un'imponente facciata in stile eclettico nella quale prevalgono elementi neoclassicheggianti. Quasi tutti gli ornamenti esterni si riferiscono alla tradizione commerciale e mercantile della città; nella parte centrale della facciata, dentro il timpano triangolare, è rappresentatail prospetto principale del Municipio di Messina la "Regina del Peloro", mentre sul prospetto laterale sono scolpite Dina e Clarenza, le due eroine messinesi che durante i Vespri Siciliani salvarono la città da un attacco nemico. Sono inoltre da ammirare gli affreschi della sala di rappresentanza; nella sala Giunta, nel 1951, fu collocato un grande affresco raffigurante "il Cenacolo", che Alfonso Rodriguez dipinse nel 1616 per il monastero di S.Maria di Gesù Inferiore, oggi non più esistente.
    particolare della facciataun particolare della facciata laterale prospicente via Consolato del Mare

    Sulla via Consolato del Mare, proprio di fronte al prospetto laterale del Municipio, si affaccia l'edificio dell'INA-INPS (del 1926), attraversato da una bella galleria coperta da vetrate, purtroppo in stato di abbandono. Da notare le decorazioni applicate agli angoli del palazzo, mediante fontane angoliere entro grandi nicchie in stile neo-eclettico.
    Nei pressi merita attenzione anche la già descritta Fontana Senatoria (clicca sul nome per tornare alla relativa descrizione).
    un angolo del palazzo INPS con la fontana incastonatal'ingresso della Galleria INPSl'interno della galleria INPS; davvero un peccato che sia ridotta in queste condizioni!!

    Tornando indietro al termine della stessa via e attraversando la via Garibaldi si possono ammirare due tipici esempi di severo stile razionalista, caratteristico del periodo fascista: i Palazzi dell'INAIL e del Catasto, entrambi edificati fra il 1938 e il '39 con l'intento di ricostruire la distrutta Palazzata ottocentesca. Sul Palazzo del Catasto, ex Littorio, si conserva un grande bassorilievo marmoreo raffigurante un'allegoria del lavoro.
    il palazzo del Catasto, in stile razionalista

    il teatro Vittorio Emanuele (1852) A questo punto si può proseguire, sempre lungo la via Garibaldi, fino a raggiungere il Teatro Vittorio Emanuele, progettato nel 1827 e inaugirato il 12 gennaio 1852. Originariamente era intitolato a Sant'Elisabetta, in onore di Isabella di Spagna, madre del re Ferdinando II; l'edificio è di ispirazione neoclassica ed il prospetto principale, caratterizzato da conci a vista, si articola in un corpo centrale e due laterali ornati da bassorilievi. La parte centrale, su due ordini, presenta un portico a tre arcate sormontato da un loggiato ed è scadita da colonne. Sulla sommità del loggitao si erge un grande fastigioteatro Vittorio Emanulele: particolare del loggiato costituito da un gruppo marmoreo che rappresenta "il Tempo che scopre la Verità". Arricchiscono la facciata otto medaglioni con le effigi di illustri musicisti e drammaturghi insieme a due targhe marmoree in bassorilievo che raffigurano "Ercole mentre sceglie la Virtù e respinge il Vizio", ed "Ercole che sposa Ebe", dea della giovinezza. Pregevole è il soffitto interno, dipinto da Renato Guttuso, che rappresenta il mito di Colapesce.

    Proseguendo la nostra visita lungo la via Garibaldi lo scenario che ci circonda è costituito da un susseguirsi armonico di eleganti edifici storici...




    la prefettura di Messina vista da p.zza Unità d'Italia ...ed eccoci arrivati in p.zza Unità d'Italia, sulla quale si affaccia l'imponente Palazzo del Governo, sede della Prefettura. L'edificio sorge sull'area del preesistente monastero benedettino fondato da San Placido, che fino al 1806 fu sede del Gran Priorato dell'Ordine di Malta; l'attuale palazzo fu edificato nel 1913-15 su progetto dell'arch. Cesare Bazzani. L'estesa facciata in stile eclettico presenta, accanto ad elementi neoclassici e rinascimentali, numerosi riferimenti allo stile liberty, in particolare nelle sei torrette del corpo centrale, nei trafori delle balaustre e nell'assetto angolare dei due corpi laterali. L'ingresso principale immette in un grande atrio colonnato; una grande scala di rappresentanza conduce al piano superiore.
    la prefettura di Messina vista da p.zza Unità d'Italia, si nota al centro la cinquecentesca Fontana di Nettunoil corpo centrale della Prefetturaun angolo del Palazzo del Governo

    Al centro della piazza, proprio di fronte alla Prefettura, si può ammirare la splendida cinquecentesca Fontana di Nettuno (clicca sul nome per rivedere la relativa descrizione), già esaminata in precedenza.

    A questo punto si può imboccare il viale Boccetta salendo fino all'incrocio con la via XXIV maggio; qui, sulla destra si può osservare la Chiesa di S.Francesco d'Assisi, uno tra i più antichi edifici sacri di Messina. Fu costruita probabilmente in epoca sveva, considerando che nel 1255 il papa Alessandro VI inviò la prima pietra da lui benedetta. La struttura della chiesa mostra una semplicità tipica dello stile francescano unita ad elementi di chiaro riferimento gotico e normanno. Adiacente alla chiesa era il convento che aveva ospitato S.Antonio da Padova, con un chiostro rinascimentale del 1566. Nel XIV secolo vi trovarono sepoltura illustri personaggi fra cui la regina Elisabetta di Carinzia e il figlio Federico III d'Aragona, re di Sicilia morto nel 1377. Nel 1884 un incendio distrusse la copertura lignea e danneggiò seriamente l'interno. Il sisma del 1908 rase al suolo quasi totalmente la chiesa, il convento e la cappella di S.Antonio, sistemata dentro la cella che fu da lui abitata. La ricostruzione avvenne nel 1927-28 utilizzando il rosone, i portali e le absidi originali.



    il Monte di Pietà

    ...girando sulla sinistra ci si immette nella via XXIV Maggio. Proseguendo, dopo un buon tratto, si arriva proprio di fronte alla chiesa di Santa Eustochia e al seicentesco monastero annesso; il complesso originario fu fondato dalla stessa Santa nel 1453, ma la chiesa fu interamente rifatta usando i materiali originari nel XVII° secolo e dopo il sisma del 1908, che risparmiò solo la piccola cappella ove era conservato il corpo intatto della Santa.

    la facciata del monumentale monte di pietà (1616)
    Sempre affacciato sulla via XXIV Maggio troviamo il monumentale Monte di Pietà, edificato a partire dal 1616 su progetto dell'architetto gesuita Natale Masuccio, per ospitare la cinquecentesca istituzione fondata dall'Arciconfraternita degli Azzurri, che aveva il fine di affrancare la povera gente dalla "schiavitù" dell'usura.il grande portale bugnato L'edificio, di cui inizialmente fu portato a termine solo il pian terreno, a causa della morte del Masuccio, presenta una facciata in stile manieristico caratterizzata dalle finestreil loggiato che dà sul cortile interno ravvicinate, sovrastate da timpani di forma triangolare, e dal portale centrale bugnato con timpano spezzato. La superficie è movimentata da nicchie che creano effetti di chiaroscuro. Internamente, attraversato il corridoio con volta a botte, si presenta un loggiato a tre arcate sostenute da colonne, che immette in un grande spazio aperto. In fondo sorgeva la chiesa di Nostra Signora della Pietà, costruita sul luogo ove precedentemente esisteva la chiesa di S.Basilio di rito greco-ortodosso, di cui oggi non rimane che la sola facciata sopravvissuta al cataclisma del 1908. L'artistica scalinata fu fatta erigere nel 1741 in occasione del secondo centenario della fondazione dell'Arciconfraternita. Nello stesso periodo l'artistica scalinata del Monte di Pietà (1741) furono fatte edificare la torre campanaria, oggi non più esistente, e il primo piano del Monte di Pietà, di cui l'unica traccia rimanente è costituita dai mensoloni dei resti del balcone centrale.
    Salendo da via S.Pelagia, lateralmente al Monte di Pietà, si possono notare nell'area dove sorgeva l'abside della chiesa, i resti della cripta e una galleria che la tradizione sostiene fosse collegata al castello di Matagrifone (Rocca Guelfonia), dove oggi sorge il Sacrario di Cristo Re; da qui, sempre secondo la tradizione, i condannati a morte venivano condotti fino al sagrato ove chiedevano la grazia alle autorità; nel caso in cui questa fosse stata negata, proseguivano fino alla marina, dove li attendeva il patibolo.
    l'angolo del complesso che dà su via Santa Pelagiai resti della cripta e della galleria che secondo la leggenda conduceva alle segrete del castello di Matagrifonei ruderi della facciata della chiesa annessa al Monte di Pietàuna panoramica dell'area dove sorgeva la chiesa di S.Maria della Pietà



    p.zza Antonello e il c.so Cavour

    Superata P.zza Crisafulli si può scendere sulla sinistra imboccando la via S.Agostino; questa sbuca in una delle piazze più importanti della Città dello Stretto: stiamo parlando di p.zza Antonello da Messina, caratterizzata dalle facciate concave degli edifici che vi si affacciano.
    Qui si ergono Palazzo dei Leoni, sede della Provincia Regionale, l'ex Palazzo delle Poste Centrali, recentemente acquistato dall'Università di Messina, , il retro di Palazzo Zanca, sede del Municipio, e l'elegante Galleria Vittorio Emanuele III°.
    il prospetto principale della Galleria Vittorio Emanuele IIIQuest'ultima fu progettata dall'arch. Camillo Puglisi Allegra su commissione della l'arco all'ingresso della Galleria Società Generale Elettrica della Sicilia, per dare una adeguata sede ai propri uffici e creare un importante polo residenziale-commerciale nel cuore della città. La Galleria fu inaugurata il 13 agosto del 1929. Internamente la struttura presenta tre bracci confluenti al centro in una zona esagonale chiusa con una volta a cupola; le vetrate variopinte del soffitto e il pavimento decorato a mosaico arricchiscono il tutto. L'ambiente interno è stato totalmente restaurato di recente, dopo anni di incuria e degrado!

    l'interno della Galleriala cupola a vetril'interno della Galleriaun braccio della Gallerial'arco all'ingresso della Galleriauno dei tre ingressi

    il prospetto del Palazzo della Provincia che si affaccia su p.zza AntonelloIl Palazzo della Provincia Regionale sorge su un'area ove preesisteva il complesso il prospetto principale, su c.so Cavour, del Palazzo della Provincia medievale dei Cavalieri Templari composto dalla chiesa di S.Marco e dall'Ospedale di S.Maria dei Bianchi. L'edificio, inaugurato nel 1918, è in stile eclettico neoclassico con riferimenti rinascimentali nelle raffinate finestre a serliana del secondo ordine, che si affacciano sulla piazza. Il palazzo venne impostato su un elegante portico, arricchito da colonne, creando un vincolo architettonico per gli altri edifici che si innalzano sulla piazza.

    il prospetto principale dell'ex Palazzo delle Poste che dà su p.zza Antonello

    L'ex Palazzo delle Poste Centrali (1913) presenta sulla facciata principale un imponente portico classicheggiante che fa riferimento a quello di Palazzo dei Leoni; all'interno, l'ampio quadriportico si ispira al cinquecentesco chiostro colonnato del vicino convento di S.Domenico, distrutto dal terremoto del 1908 (tanto per cambiare!!!). Sulle pareti del loggiato curvo si trovano pregevoli bassorilievi a stucco, di raffinato gusto liberty, raffiguranti allegorie sul tema delle comunicazioni postali e telegrafiche.

    un bassorilievo raffigurante putti allegorici

    A questo punto si può proseguire lungo il C.so Cavour, fino ad arrivare nella parte prospicente p.zza Duomo...

    capitelli di un edificio lungo c.so cavour
    edificio lungo il c.so cavour"palazzo della api", lungo c.so cavour
    "palazzo della api", lungo c.so cavourun palazzo lungo il c.so cavour


    i dintorni di via Primo Settembre (4 fontane, S.M. Alemanna, Camera di Commercio...)

    l'imbocco di via I° Settembre visto da p.zza Duomo...percorrendo la piazza per intero si giunge all'imbocco della via I° Settembre, già intitolata via Austria in onore di don Giovanni d'Austria che nel 1541 aveva sconfitto la flotta turca, e costruita nella seconda metà del '500.
    All'interno dell'atrio di ingresso del palazzo sito al civico 171 (per intenderci è l'edificio sulla parte destra di via I°i resti della medievale chiesa di S.Maria del Graffeo settembre, che fa angolo con p.zza Duomo), si trovano inglobati alcuni ambienti comprendenti volte a crociera, ogive i resti della medievale chiesa di S.Maria del Graffeogotiche e pilastri polistili che appartenevano all'antica cattedrale di rito greco detta S.Maria del Graffeo, di epoca medievale.

    Proseguendo lungo il rettilineo costituito da questa strada, all'incrocio con via Cardines, sulla sinistra, si possono osservare le rimanenti due fontane del complesso monumentale delle 4 fontane che furono realizzate rispettivamente nel 1714 e nel 1742 e un tempo abbellivano il quadrivio. Come già accennato, in loco ne rimangono solo due in marmo bianco con vasche e abbellite da tritoni e cavallucci marini; le due fontane mancanti, realizzate nel 1666 e nel 1742, rimangono custodite presso il Museo Regionale della Città dello Stretto.

    una delle 4 fontaneuna delle 4 fontane
    una delle 4 fontaneuna delle 4 fontane

    Proseguendo fino all'incrocio con la via Garibaldi, sulla destra, si trova il Palazzo della Curia Arcivescovile che fu più volte distrutto e ricostruito; l'aspetto attuale risale al 1924.
    la curia arcivescovilela curia arcivescovile

    Svoltando sulla destra e seguendo per un breve tratto via Garibaldi, proprio di fronte p.zza Fulci, si può osservare il Palazzo della Cassa di Risparmio (1926), opera dell'architetto siciliano Cesare Bazzani; l'edificio si richiama evidentemente alla struttura del Palazzo di Montecitorio, a Roma. Molto bello è il salone interno dell'edificio, arricchito da un raffinato solarium decorato con motivi floreali.
    il palazzo della cassa di risparmio, su via garibaldiil palazzo della cassa di risparmioil palazzo della cassa di risparmio, angolo tra via garibaldi e via s.maria alemanna

    la facciata principale della chiesa di S.M. AlemannaIl Palazzo liberty fa angolo con la via S.Maria Alemanna: ora si può proseguire lungo questa strada e a pochi passi si erge davanti agli occhi dello spettatore un vero e proprio gioiello, la Chiesa di S.Maria degli Alemanni. Edificato intorno al 1220, questo edificio sacro è l'unico in tutta la Sicilia totalmente in stile gotico. Fu fondata da Federico II di Svevia e fu affidata in custodia al Priorato dei Cavalieri Teutonici, Ordine da lui fondato in quello stesso anno a Messina. I Cavalieri utilizzarono la Chiesa e l'annesso Ospedale come base durante lo svolgimento delle Crociate. L'edifico fu abbandonato con la partenza dei Cavalieri da Messina e la totale decadenza fu sancita con il terremoto del 1783.
    la facciata posteriore della chiesa s. maria alemannala facciata posteriore della chiesa s. maria alemannale absidi della chiesa gotica

    Proseguendo fino alla fine di via S.Maria Alemanna, superato l'incrocio con il v.le S.Martino, si giunge nella p.zza Cavallotti che, oltre ad un parcheggio multipiano di dubbio gusto architettonico, ospita il maestoso edificio della Camera di Commercio, risalente al 1926 e la Dogana (1912), che ricade nell'area dove sorgeva il normanno Palazzo Reale, non più esistente. . Il primo edificio presenta una facciata decorata con motivi di gusto classicheggiante e delle balaustre molto raffinate che ornano i balconi del secondo piano.
    il prospetto principale della camera di commerciola camera di commercio, angolo via Ugo Bassil'ingresso della dogana prospicente p.zza Cavallotti

    A questo punto la nostra visita guidata del centro storico di Messina volge verso la conclusione, anche se ci sarebbero molti altri luoghi da visitare; in ultimo merita una menzione particolare un prezioso mosaico risalente al ventennio fascista conservato al piano superiore della Stazione Maritttima, testimonianza artistica dell'epoca e recentemente restaurato.
    una panoramica del mosaicoun particolare del mosaico: è evidentemente riconoscibile il soggetto rappresentato...un particolare del mosaico: è evidentemente riconoscibile il soggetto rappresentato...la parte centrale del mosaico



    alcuni fregi sparsi per il centro cittadino

    Qui di seguito è rappresentata una carrellata di fregi ripresi in giro per il centro storico...



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    municipio di notteAlla scoperta del centro di Messina... galleria vittorio emanuele