La "Badiazza" - S.Maria della Valle





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  • Vicende storiche della Badiazza
  • Tour fotografico




  • Vicende storiche della Badiazza


    La Chiesa di S. Maria della Valle o della Scala sorge nel letto della fiumara S. Michele, fuori della città di Messina, lungo il percorso di valico dei monti Peloritani.
    facciata laterale nord Le fonti a nostra disposizione affermano che in epoca normanna vi era stato fondato un monastero con il titolo di S. Maria della Valle. La leggenda della sua intitolazione narra che durante il regno di Federico II attraccò al porto di Messina una nave proveniente dall'Oriente nella quale i marinai avevano nascosto un'iconarubata raffigurante la Vergine affiancata da una scala. Con grande stupore dei marinai e di tutti gli astanti al momento della partenza la nave non riuscì a staccarsi da terra; i marinai rivelarono allora all'arcivescovo l'esistenza della sacra immagine e la riportarono a terra; issata su un carro trainato da buoi lasciati liberi di andare dove avessero voluto, fu da questi condotta fino ai piedi dei Colli S. Rizzo, dove vivevano alcune monache benedettine. Da quel momento il monastero e la sua Chiesa presero il nome di S. Maria della Scala; alla sua icona portata in processione durante la pestilenza del 1347 lo storico messinese Samperi attribuiva numerosi miracoli. 
    vista di due absidi Diverse sono le ipotesi avanzate sull'epoca di costruzione della Chiesa oggi esistente, anche se quasi concordemente se ne assegna la fondazione ad epoca normanna; alcuni studiosi, tuttavia, pur accettando la fondazione in tale epoca di un edificio originario, oggi non più esistente, ritengono più probabile la sua costruzione nel secolo XIII, con rimaneggiamenti nel successivo. Secondo altri la presenza di caratteri normanni, svevi e aragonesi, e la mescolanza di stili negli elementi decorativi, come i capitelli, testimonierebbe diversi momenti cosrtuttivi. Il primo riferimento cronologico certo è il 1168, quando Guglielmo II dichiarò la Chiesa "cappella reale", ponendola alle dirette dipendenze del Papa. Il monastero, danneggiato durante la guerra dei Vespri e gli assedi angioini, fu ingrandito da Federico II d'Aragona, che ricostruì anche la Chiesa, nella cui abside fu raffigurato in atto di offrire il modello della fabbrica a S.Pietro. Trasformato il monastero in residenza estiva, una nuova chiesa e un nuovo monastero con lo stesso titolo vennero fondati entro le mura cittadine nella seconda metà del Trecento. La vecchia Chiesa, spogliata degli arredi e in parte crollata, si riempì di detriti durante l'alluvione del 1855; ulteriori gravi danni furono provocati dal sisma del 1908. Il monastero era nel frattempo andato in rovina.
    Grazie agli interventi successivi al sisma, seguiti da altri negli anni '50 del Novecento, la Chiesa è attualmente in fase di restauro a cura Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina.
    navata centrale L'interno si articola in tre navate, unite da un transetto sopraelevato a pianta quadrata, singolare sia per la vastità in rapporto all'edificio, sia per la presenza agli angoli di quattro pseudo-matronei che ospitavano rispettivamente sacerdoti e religiosi, autorità civili e militari, manache, dame e nobildonne. 
    Le navate sono coperte a crociera con costolonature bicrome a conci di calcare e lava alternati, e sono divise da pilastri polistili ornati da capitelli in pietra a motivi vegetali. Il transetto è coronato da una cupola sorretta da nicchie angolari che alleggeriscono il carico sugli archi sottostanti. Sul transetto si innestano tre absidi semicircolari, ciascuna delle quali presenta un'edicola per custodire i vasi liturgici. Sul fianco nord si apre una elegante porta ogivale con piastrini ornati da capitelli a motivi vegetali; portale laterale nord vicino a questa è stata scoperta una porta analoga ad un livello più basso, che potrebbe condurre ad una cripta o ad un passaggio sotterraneo. Sul fianco sud del transetto si apre una porta ogivale di collegamento al monastero, di cui oggi rimangono solo poche tracce. Notevoli le finestre, rièartite su due ordini. L'intero fabbricato è ornato da merli, che conferiscono all'edificio il carattere di una "ecclesia munita", come per le altre chiese messinesi, quali la Cattedrale e S.Francesco d'Assisi.
    La chiesa è raggiungibile imboccando la via Palermo e procedendo poi lungo il letto della fiumara S.Michele; il percorso è un po' dissestato e l'edificio purtroppo è chiuso al pubblico!!! Ultimamente il comune di Messina ha avviato l'iter per la riqualificazione della zona, dopo anni di incuria.


    Fonte delle notizie: Delegazione F.A.I. - Messina.

    Tour fotografico della "Badiazza"
    Badiazza, l'abside visto dall'esterno badiazza, facciata laterale badiazza, perimetro esterno badiazza, perimetro esterno
    badiazza, perimetro esterno badiazza, portale principale visto dal muro di protezione esterno badiazza, perimetro lato sud badiazza, soffitto interno
    badiazza, particolare di capitello e colonna originale badiazza, visuale della cupola ormai crollata badiazza, particolare dell'abside centrale badiazza, abside centrale e parte di quella laterale dx
    badiazza, capitello e colonna badiazza, porta seminterrata che conduceva probabilmente alla cripta badiazza, absidi viste dall'esterno particolare abside centrale visto dall'esterno
    facciata laterale sud con porticina di collegamento al convento oggi non più esistente particolare abside dx particolare della facciata nord con le tipiche finestre elegante portale di ingresso laterale della facciata nord
    badiazza, visuale della navata centrale badiazza, particolare del portale principale lato nord-ovest badiazza, prospetto principale lato nord-ovest visuale della facciata laterale nord con l'elegante portale ogivale

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